MediazioneItalia
Chi può fare il mediatore
Mettere in relazione le parti di un affare è mediazione: serve l'iscrizione, anche per un incarico occasionale.
Il codice civile chiama mediatore chi mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza (art. 1754 c.c.). Per gli affari relativi a immobili o aziende, come le strutture ricettive, l'iscrizione è richiesta anche a chi opera in modo occasionale o discontinuo, su incarico retribuito (L. 39/1989, art. 2, c. 4).
Il vecchio ruolo dei mediatori è soppresso: oggi l'attività si avvia con una SCIA alla Camera di commercio, che verifica i requisiti e iscrive nel Registro delle imprese, o nel REA, con la qualifica di intermediario (D.Lgs. 59/2010, art. 73). In un'agenzia, tutti quelli che esercitano l'attività per suo conto devono avere i requisiti ed essere registrati presso la Camera (L. 39/1989, art. 3).
Chi media senza iscrizione è punito con una sanzione da 7.500 a 15.000 euro e deve restituire alle parti le provvigioni incassate; chi è già stato sanzionato è soggetto alle pene dell'art. 348 del codice penale e dell'art. 2231 del codice civile (L. 39/1989, art. 8).
| Chi | Iscrizione |
|---|---|
| L'agenzia di mediazione | Registro delle imprese |
| Chi media per conto dell'agenzia | requisiti di legge e registrazione presso la Camera |
| Chi media una volta sola, su incarico retribuito | sì, anche se l'attività è occasionale |
| Chi segnala un'opportunità senza mettere in relazione le parti | vedi «Segnalatore: che cosa può fare» |
Scheda aggiornata il 27 settembre 2026. La normativa cambia: prima di decidere, verifica la fonte indicata.