← Osservatorio
Mercato · luglio 2026 · 2 min

Metà dell'anno in quattro mesi

Nel 2025 tra giugno e settembre si è concentrato circa il 58% delle presenze italiane. La stagionalità non è solo un fatto operativo: entra nei multipli, nel cash flow e nel prezzo di una struttura.

A cura di IKAROS

C'è un numero che chi valuta strutture ricettive dovrebbe tenere sempre sul tavolo: nel 2025, secondo i dati ISTAT, tra giugno e settembre si sono concentrate circa 276 delle circa 477 milioni di presenze dell'anno — il 58% del totale. I trimestri invernali pesano intorno al 15% ciascuno (il quarto trimestre 2025 si è fermato al 14,8%).

58%

Quota delle presenze 2025 concentrata tra giugno e settembre

Fonte: ISTAT · dati provvisori

Non è l'anomalia di un anno: la quota estiva è stabile da anni intorno a questi livelli (58,6% nell'ultimo anno consolidato). È la struttura stessa del mercato italiano.

La media nazionale, come sempre, mette insieme mondi diversi. Le città d'arte lavorano quasi tutto l'anno: a Firenze il "fuori stagione" vero è questione di poche settimane. Le destinazioni balneari e di montagna, all'opposto, costruiscono l'intero esercizio in una finestra di dodici-sedici settimane.

Dove la stagionalità entra nel prezzo

Per chi compra, la stagionalità è una dimensione del rischio: a parità di fatturato, una struttura che incassa in quattro mesi ha un profilo finanziario diverso da una che incassa in dodici — cash flow concentrato, costi fissi da coprire nei mesi vuoti, dipendenza dal meteo e da una singola stagione. È il motivo per cui, a parità di numeri, gli asset annuali delle città d'arte spuntano multipli più alti degli asset stagionali.

Per chi vende, il corollario è operativo: ogni evidenza di destagionalizzazione — un segmento corporate, i gruppi, i mercati esteri che viaggiano in primavera e autunno, un ristorante o una SPA che lavorano coi residenti — vale più del suo fatturato nominale, perché riduce il rischio percepito dal compratore. E nella trattativa il rischio percepito è prezzo.

La lente giusta sui numeri

Nella pratica: chi compra deve normalizzare i conti su base annua e stress-testare l'ipotesi di una stagione corta; chi vende deve presentare i dati mensili, non solo l'annuale — una curva piatta è un argomento di vendita, una curva appuntita va spiegata prima che sia il compratore a usarla come leva.

Operazioni reali, già istruite, in questa stessa logica.

Vedi il portafoglio →
Una domanda o una segnalazione su questo articolo?