Quattrocentosessantasei milioni di notti
Il 2024 ha segnato il massimo storico del turismo italiano: 466 milioni di presenze, terzo record consecutivo. Vendere — o comprare — in un mercato ai massimi cambia il calcolo del rischio.
Il 2024 ha chiuso con 466,2 milioni di presenze e 139,6 milioni di arrivi negli esercizi ricettivi: +4,2% sulle presenze rispetto al 2023, che a sua volta aveva già superato il precedente record del 2019. Tre anni, tre massimi consecutivi.
La curva racconta due cose insieme: la potenza del recupero dopo il 2020 e la profondità del crollo che l'ha preceduto. Il turismo italiano è strutturalmente in salute — gli occupati del comparto più direttamente turistico hanno toccato 403 mila unità, +4,8% in un anno — ma resta un settore ciclico, esposto agli choc esterni come pochi altri.
Un mercato concentrato
La crescita non è diffusa in modo uniforme sul territorio. Quattro città — Roma, Milano, Venezia e Firenze — da sole pesano circa il 17% di tutte le presenze nazionali.
Cosa significa trattare ai massimi
Per chi possiede una struttura di valore un mercato al picco è, semplicemente, un buon mercato in cui vendere: la domanda è dimostrata, i ricavi sono ai massimi, il capitale — soprattutto istituzionale — è disponibile e i multipli reggono. La forza negoziale di chi cede non è mai stata così alta in tutto il ciclo.
Per chi compra lo stesso quadro impone disciplina. Il prezzo, ai massimi, incorpora l'anno migliore: il calcolo va fatto sull'utile normalizzato e su uno scenario prudente, non sull'ultimo dato. Il 2020, nel grafico qui sopra, è il promemoria di quanto in fretta possa cambiare il fondo.
In entrambi i casi la conclusione è la stessa, ed è il mestiere di IKAROS: tradurre il dato di mercato nell'unica domanda che conta davvero — a quanto, a chi, e con quali numeri reali sotto.
Operazioni reali, già istruite, in questa stessa logica.
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