Firenze tiene, la Toscana no
Nel 2024 la Toscana è cresciuta dello 0,4%, mentre Lazio e Lombardia correvano a doppia cifra o quasi. Ma dentro la regione Firenze va in controtendenza: la geografia del valore si è fatta più stretta.
C'è un numero che, letto da solo, sorprende: nel 2024 le presenze turistiche in Toscana sono cresciute appena dello 0,4%. Nello stesso anno il Lazio segnava +13,2%, la Lombardia +8,0%, la Sardegna +9,9%. La Toscana, con 46,2 milioni di presenze e il 9,9% del totale nazionale, è tra le grandi regioni quella che ha corso meno.
Non è l'incidente di un anno: già nel 2023 la Toscana risultava ancora sotto i livelli del 2019 (−4,3%), unica tra le piazze maggiori a non aver pienamente recuperato il pre-pandemia.
Ma Firenze corre
La media regionale, però, mette insieme cose che non stanno insieme. Firenze, da sola, racconta l'opposto: con 9,2 milioni di presenze nel 2024 è il quarto comune italiano per pernottamenti, dietro solo a Roma, Milano e Venezia. E mentre nel secondo trimestre del 2025 Venezia arretrava (−6,1%), Firenze cresceva oltre l'8%.
Il distacco è netto: Firenze vale da sola quanto il resto delle località toscane di rilievo messe insieme. La regione «ferma» è in realtà una regione a due velocità, con un capoluogo che intercetta il turismo internazionale di fascia alta e un entroterra che fatica.
L'implicazione per chi opera
Chi investe non compra «la Toscana»: compra una via, un palazzo, una licenza, un tasso di occupazione. Il trend regionale è un cattivo consigliere, in entrambe le direzioni. Per chi vende fuori Firenze il racconto che conta è micro — la singola struttura, i suoi numeri reali — non il dato d'insieme. Per chi compra a Firenze vale la legge della scarsità: l'offerta di qualità è limitata, raramente arriva sul mercato aperto, e quando arriva è contesa.
È esattamente il terreno su cui lavora IKAROS: operazioni puntuali, su asset di pregio, dove conta il singolo numero e non la media.
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